Alla sua morte, Silla non lasciò alcuna eredità a Pompeo che tuttavia non sembrò irritato e al contrario approvò lo svolgimento di grandi e spettacolari funerali per il defunto dittatore[61]. Personaggio discusso, altamente apprezzato da alcuni e fortemente criticato da altri, Gneo Pompeo rimane una delle personalità più importanti della storia di Roma antica. Essendoci dunque di nuovo molto silenzio, Pompeo rilesse un discorso scritto da lui in lingua greca che aveva in un piccolo libro che si accingeva a pronunciare presso Tolomeo. Pompeo, anche se aveva fissato una linea prudente per evitare di offendere i conservatori, era sempre più sconcertato dalla riluttanza degli ottimati a riconoscere i suoi solidi successi. Antistia aveva da poco perso il padre, ucciso dai mariani proprio perché imparentato con Pompeo, ma quest'ultimo non si oppose alle richieste di Silla e accettò le sue decisioni, ripudiando la moglie. Incontrò la moglie Cornelia e il figlio Sesto Pompeo sull'isola di Lesbo, dove, ricongiuntosi con la propria famiglia, si chiese dove avrebbe potuto recarsi. Le président Donald Trump le nomme secrétaire dÉtat des États-Unis en 2018. Tra questi c'era il figlio di Tigrane II, cinque figli maschi di Mitridate, chiamati Artaferne, Ciro, Osatre, Dario e Serse, ed anche due figlie, Orsabari ed Eupatra. Secondo Plutarco il giovane riuscì ad uscire senza difficoltà dal processo grazie alla sua abilità e intelligenza, favorito anche dalla benevolenza del pretore Antistio che non solo lo assolse dalle accuse ma espresse il suo desiderio di dargli in moglie la figlia Antistia; i due si sposarono pochi giorni dopo la felice conclusione del processo[22][23]. In Cappadocia ricostruì Mazaca, che era stata completamente distrutta dalla guerra. Dopo la morte di Lepido, l'ultimo centro di resistenza della fazione democratica era costituito dalla Spagna dove Quinto Sertorio aveva dimostrato grande capacità organizzativa e notevole abilità militare; egli aveva costantemente accresciuto il territorio sotto il suo controllo e la forza del suo esercito reclutato in parte tra le popolazioni locali, e aveva messo in grande difficoltà Metello Pio che era stato inviato sul posto dal Senato per reprimere la ribellione[69][70]. -XCII + 360 pages - cartes, index. Altri autori al contrario hanno evidenziato la sua clemenza nei confronti di personaggi minori del campo democratico e la sua capacità di accattivarsi il favore della popolazione della Sicilia[45][48]. [...] Tale era la rappresentazione del trionfo di Pompeo.», «Le iscrizioni [del corteo trionfale] indicavano le nazioni su cui [Pompeo] aveva trionfato. Le leggi romane dichiaravano che un comandante militare non poteva attraversare il pomerium senza perdere il diritto al trionfo, ma un candidato doveva essere in città per presentarsi personalmente per l'elezione. : ISBN: 9788876924453 sur amazon.fr, des millions de livres livrés chez vous en 1 jour Pompeo seppe sfruttare la favorevole occasione e sferrò l'attacco delle sue legioni attraverso il burrone nel momento in cui le truppe nemiche abbandonavano il campo e rientravano negli accampamenti demoralizzate e indebolite[49]. Tite-Live présente un portrait […] plus noble de Camille et concentre les faits sur un seul jour contre deux pour Plutarque. Dalla fine della dittatura sillana alla morte di Cesare: cronologia ragionata e commentata Lo scontro fu duro per entrambi gli schieramenti ma alla fine le truppe del futuro dittatore di Roma conquistarono la vittoria, segnando così l'inequivocabile sconfitta di Pompeo. Non esisteva un precedente storico soddisfacente di un grande uomo che, avendo realizzato con i propri sforzi trionfi straordinari, avesse tuttavia perso tutto il potere e l'influenza guadagnatisi e infine fosse stato assassinato proditoriamente. Apparentemente Pompeo sembrò deciso ad eseguire disciplinatamente le disposizioni di Silla ma le sue truppe protestarono, si dimostrarono pronti a seguire il loro comandante e rifiutarono di obbedire; Pompeo, dopo alcuni momenti teatrali in cui egli manifestò la sua disperazione, ottenne il totale appoggio delle sue legioni che lo proclamarono enfaticamente Magnus, "il Grande", con un evidente richiamo ad Alessandro Magno[52]. [...] Non molto dopo Cesare, giunto in Egitto dove regnava grande costernazione per un sacrilegio così grande, voltò la faccia da colui che gli presentava la testa (di Pompeo) come se fosse un assassino, prendendo il sigillo di Pompeo, pianse: l'incisione era un leone armato di spada. (Plutarco, Vita di Pompeo, 45.2-5.) [1] Egli era ormai all'apice del successo, ma durante i cinque anni di assenza da Roma era sorta nell'Urbe una nuova stella. Pompeo non solo distrusse Mitridate, ma sconfisse anche Tigrane il grande, re di Armenia, con cui in seguito fissò dei trattati. Mentre Silla e Crasso concentravano le loro forze intorno a Roma per affrontare lo scontro decisivo contro il grande esercito romano-sannita di Ponzio Telesino, Pompeo entrò in Etruria con le sue legioni e attaccò le ultime truppe rimaste di Papirio Carbone; il console democratico, dopo una serie di sconfitte, aveva abbandonato i suoi soldati ed era fuggito via mare verso l'Africa[39]; prive di capi le truppe mariane furono facilmente sbaragliate da Pompeo vicino a Chiusi; oltre due terzi delle forze nemiche furono distrutte[40]. Ma quando si avvicinarono alla terra, Cornelia con gli amici della trireme guardava con ansia crescente il futuro e giunse a rinfrancarsi vedendo molti dei cortigiani allo sbarco radunarsi come per onore e per un'accoglienza amichevole. Plutarco critica il comportamento di Pompeo in questa circostanza e riferisce che il giovane si comportò in modo brutale anche con Quinto Valerio che fece ugualmente uccidere sommariamente dopo averlo ingannato con un'apparente benevolenza[44]. Durò due interi giorni l'enorme parata di prede,[104] prigionieri (tra cui 324 tra satrapi e loro familiari dati in ostaggio, compresi il figlio di Tigrane II e sette figli di Mitridate VI), l'esercito e i vessilli che descrivevano scene di battaglia riempirono tutta la strada tra il Campo Marzio e il tempio di Giove Ottimo Massimo. 79 Salì avendo detto ai suoi queste ultime parole, e sebbene vi fosse un lungo tratto alla terra, dalla trireme, siccome non c'era nessun discorso amichevole da parte dei compagni di navigazione nei suoi confronti, rivolgendosi a Settimio, disse: "Forse non riconosco che tu sei stato mio compagno d'arme?" Durante il dibattito tra gli uomini politici di Roma venne enfatizzata la minaccia costituita da Sertorio e la conseguente necessità di rinforzi; alla fine venne deciso di inviare in Spagna un nuovo proconsole con ampi poteri e un forte esercito per cooperare con Metello Pio. Ma quello che più di ogni altra cosa risultava emergere per la sua gloria fu che nessun romano prima di allora aveva mai celebrato il suo terzo trionfo sopra tre differenti continenti. Pompeo, informato dell'arrivo delle tre colonne nemiche[30], decise di concentrare le sue legioni e attaccare per prime le forze di Lucio Damasippo; dopo un duro scontro in cui Pompeo diresse coraggiosamente dalla prima linea l'attacco della sua cavalleria e fu impegnato in un duello vittorioso con un cavaliere celtico, il giovane generale ottenne la sua prima vittoria[29]. Pompeo rientrò nella vita politica nel 78 a.C. e diede il suo appoggio all'elezione a console di Marco Emilio Lepido; in questo modo ebbe un nuovo duro contrasto con Silla che criticò il giovane generale per aver sostenuto Lepido a scapito dell'altro console Quinto Lutazio Catulo, fedele seguace del dittatore. Le vite parallele di Plutarco, Volume 6 Full view - 1865. Pompeo era l'eroe del momento. Il comandante delle forze mariane, il giovane genero di Cinna Gneo Domizio Enobarbo, disponeva di forze cospicue, 27.000 uomini, e di truppe inviate da Iarba, ma la coesione delle truppe era precaria, e 7.000 soldati ben presto defezionarono[49]. pirati che infestavano le coste del Mediterraneo orientale e danneggiavano Plutarco, Vite parallele, Romolo, cap. [98] A ciò si aggiungeva un nuovo sistema di "clientele" che comprendevano dall'Armenia di Tigrane II, al Bosforo di Farnace, alla Cappadocia, Commagene, Galazia, Paflagonia, fino alla Colchide. WikiMatrix WikiMatrix . Domizio Enobarbo, temendo nuove diserzioni, decise di accelerare le operazioni e attaccare subito Pompeo nella regione di Utica schierando il suo esercito al riparo di un terreno aspro solcato da profondi burroni. Fondazione Lorenzo Valla. Pompeo mostrò grande sicurezza e giunse al punto da affermare minacciosamente che "sono più numerose le persone che adorano il sole al suo nascere che non quelli che lo adorano al suo declinare"[56]; Silla, sorpreso dall'audacia del suo luogotenente, alla fine acconsentì esplicitamente al trionfo di Pompeo che quindi celebrò questa cerimonia senza avere l'età prevista dalla legge e prima ancora di essere entrato in Senato[56][57]. Il suo vecchio collega e avversario, Crasso, aveva prestato fondi a Cesare per farlo emergere politicamente. Il suo genio amministrativo era tale che le sue disposizioni restarono in voga fino alla caduta di Roma. Le vite parallele di Plutarco, Volume 4 Full view - 1863. Pompeo e Crasso lo avrebbero aiutato ad essere eletto console e lui avrebbe usato il proprio potere di console per favorire le loro leggi. La frustrazione e la costernazione lo avrebbero spinto ben presto verso nuove e ineluttabili alleanze politiche. Pompeo non se la prese, ed avendo ordinato che nessuno gli desse retta, mosse contro Mitridate, desideroso di scontrarsi con lui.». Le vite degli uomini illustri di Plutarco versione italiana di Girolamo Pompei, corredata delle migliori note. Arrivato in Egitto, il destino di Pompeo fu deciso dai consiglieri del giovane re Tolomeo, tra i quali Potino, l'eunuco e Achilla, generale dell'esercito tolemaico. La campagna contro la brillante guerriglia del dux romano durò dal 76 a.C. al 71 a.C. È significativo che la guerra infine fu vinta solo grazie all'assassinio di Sertorio e non perché Pompeo o Metello Pio fossero stati in grado di ottenere una netta vittoria sul campo di battaglia. Durante la battaglia Pompeo, al comando dell'ala destra del suo esercito, venne affrontato direttamente dalle truppe guidate da Sertorio; dopo violenti combattimenti, i sertoriani ebbero la meglio, Pompeo venne ferito da un avversario ad una coscia ma riuscì a tagliargli la mano e a sfuggire abbandonando il cavallo riccamente bardato[80]. Tuttavia, il loro incontro non portò a nessun accordo equo tra le parti, ed al contrario li portò a dividersi ancor più. Allora uccise Achilla e Potino; il re stesso sconfitto in battaglia sparì intorno al fiume. Cesare, di ritorno dal servizio in Spagna e pronto per candidarsi al consolato si inserì tra i due uomini, riuscendo in qualche modo a creare un'alleanza politica sia con Pompeo che con Crasso (il cosiddetto primo triumvirato). La madre, Lucilla, era figlia di un senatore, forse membro della gens Lucilia, e probabilmente nipote del poeta aurunco Gaio Lucilio;[4] il padre, Gneo Pompeo Strabone, membro della gens Pompeia (d'origine picena), era invece il più importante e ricco proprietario terriero del Picenum (una regione corrispondente grosso modo a territori compresi tra l'Abruzzo centro-settentrionale e le Marche meridionali), regione dove disponeva di vaste clientele ed esercitava un'influenza preponderante negli affari pubblici locali; Pompeo Strabone, appartenente alla classe equestre, grazie al suo potere economico aveva intrapreso la carriera politica a Roma, divenendo questore nel 104 a.C. in Sardegna, pretore nel 92 a.C. e poi propretore, forse in Macedonia;[5] durante la guerra sociale assunse il comando delle truppe romane inviate nell'Italia centro-orientale, che comprendeva il Piceno, dimostrandosi generale energico e capace, soprattutto durante il decisivo assedio di Ascoli[6][7].