I laureati di CIELS Bologna Per fare questo la pubblicità ha innanzi tutto bisogno di capire a quali istinti siano associati (o dissociati) i beni e i prodotti proposti, e di conseguenza ha la necessità di strumenti esplorativi che siano in grado di cogliere l’ego con la guardia abbassata. Il rinforzo può indebolirsi, o addirittura scomparire, se intervengono esperienze negative (il gusto della birra che cambia, per esempio), oppure se gli stimoli non sono costanti e continuativi. Una variante alla pubblicità basata sulla psicoanalisi è costituita dalla cosiddetta pubblicità subliminale, che nella sua forma più semplice consiste nell’inserire un fotogramma con un invito all’azione (compra questo, mangia quello), non percepibile a livello conscio, all’interno di un filmato di tutt’altro argomento. Infatti, se fosse vero in modo e misura automatica che a maggior spesa corrisponde maggior effetto, la strada obbligata sarebbe quella di destinare agli investimenti pubblicitari una cifra tendenzialmente infinita per aumentare il proprio livello di vendite. Se questi due modelli non sono efficaci, qual è allora il meccanismo con cui funziona la pubblicità? Intanto la soglia percettiva varia notevolmente da un individuo all’altro, e per altro non è mai la stessa nemmeno nella stessa persona. La preferenza può dunque talvolta precedere, e non necessariamente seguire, l’atto d’acquisto. Poter dire che la pubblicità interviene sul subconscio, o condiziona le menti, o induce reazioni volute a seguito di una serie di stimoli iterati, magari subliminali, certamente colpisce la fantasia in primo luogo dei possibili investitori pubblicitari, e poi di chiunque entri in contatto in qualche modo con questo mondo della pubblicità che non di rado si è presentato connotandosi più come una comunità di apprendisti stregoni che di professionisti. Ma ancora più grave è non rendersi conto che la pubblicità, e in generale la comunicazione dell’impresa, ha in realtà un valore strategico, di lungo ma anche di medio e di corto periodo, e che quindi va pianificata e gestita in funzione di una precisa strategia di sviluppo della propria attività. Un terzo, quello dell’ “innovazione-adozione”, prevede invece le fasi della consapevolezza, interesse, valutazione, prova, adozione. L’impulso è generico, e la risposta avviene solo in presenza di determinati stimoli. Ho elencato i principali strumenti a disposizione dell’impresa, classificandoli su una scala di pertinenza e in relazione alle varie aree della comunicazione d’impresa. Dagli anni ’50 in poi, per esempio, si è preteso di applicare alla pubblicità alcuni concetti derivanti dalla psicologia, per altro da parte di chi psicologo non era. La comunicazione d’impresa estende quindi le proprie competenze e il raggio d’azione. TUNGATE Mark, Storia della Pubblicità. (sull’età del destinatario del messaggio pubblicitario si è molto discusso, anche di recente. La risposta dunque è la reazione dell’organismo a una certa configurazione di stimoli. La pubblicità, per avere successo, deve fare i conti con i bisogni dell’individuo, con le sue attese e motivazioni, che non sono solo inconsce. Il capitolo conclusivo di questo libro è dedicato alle tecniche di misurazione dell’efficacia della pubblicità e in quella sede si presenteranno anche le più diffuse e utilizzate ricerche di tipo qualitativo. Purtroppo nei confronti della pubblicità sono molto diffusi, anche tra gli addetti ai lavori, alcuni luoghi comuni che nel migliore dei casi ne fraintendono le caratteristiche e le potenzialità, e nei casi più gravi ne distorcono il ruolo e la funzione che essa può avere se correttamente utilizzata. I suoi fondamenti si trovano in forma scritta già nella Téchne rhetorikè di Aristotele, ma anche le civiltà monumentali precedenti conoscevano il significato e praticavano la pubblicità: che cosa sono infatti le piramidi, ad esempio, se non la pubblicità alla potenza del faraone? Non va infatti mai dimenticato che la pubblicità fa parte del mix di marketing, e da sola non è in grado di sopperire alla mancanza di un’offerta adeguata, o a una corretta politica di pricing, o ad una insufficiente capacità distributiva, e soprattutto ad una scarsa o solo presunta conoscenza del proprio mercato. Comunicazione Marketing Pubblicità Branding Comunicazione digitale Relazioni pubbliche Event marketing. A questo scopo si è dunque sviluppato, a partire dagli anni ’50 e fino al passato più recente, il filone delle cosiddette ricerche motivazionali, il cui scopo è di cercare di capire appunto quali siano le motivazioni “profonde” nelle scelte di acquisto o di rifiuto di beni e prodotti. CNS Comunicazione. Se non c’è una aspettativa preesistente, magari anche solo debole o latente, la pubblicità non è in grado di indurre una domanda. La comunicazione d’impresa esterna, può essere così suddivisa in: La comunicazione di marketing, che più ci interessa,anche conosciuta come “comunicazione di prodotto”, ha l’obbiettivo di  promuovere la commercializzazione dell’offerta aziendale, quindi di promuovere i prodotti e i servizi. le caratteristiche socio-demografiche – ad esempio, uomini o donne? Strumenti operativi. Tabella tratta ed elaborata da: Impresa e comunicazione – 2008 – Apogeo srl, ⭐ poco pertinente ⭐⭐ abbastanza pertinente ⭐⭐⭐ pertinente/rilevante ⭐⭐⭐⭐ molto pertinente/rilevante ⭐⭐⭐⭐⭐ assolutamente rilevante. A parte il fatto di considerare in modo meccanicistico il comportamento umano, questo modello dà per scontato che le scelte di acquisto e di consumo avvengano in modo del tutto lineare, senza che intervengano nel frattempo altri fattori “esterni”, tra cui la soggettività del consumatore, l’ambiente di riferimento, le proprie conoscenze, e così via. ... Master in Comunicazione d’impresa Un percorso formativo dedicato a giovani che, in possesso di diploma di scuola superiore, abbiano voglia di mettersi subito al lavoro e acquisire strumenti e competenze del settore che gli consentiranno … Facoltà di Lettere e filosofia-Scienze Politiche e Sociali. La maggior attenzione ai messaggi pubblicitari è dedicata da chi è già un cliente abituale di quella marca, e ancora di più da chi ha effettuato un acquisto di quella marca/prodotto di recente. I principali riferimenti teorici sulla presunta onnipotenza della pubblicità, qui illustrati necessariamente in breve e per la cui trattazione estesa si rimanda all’ampia letteratura disponibile in proposito per chi volesse approfondire, sono sostanzialmente la teoria dello stimolo-risposta, poi ampliata e completata dalla teoria dei riflessi condizionati, e le teorizzazioni derivanti dalla psicoanalisi, che hanno anche successivamente generato un filone applicativo particolare definito come “pubblicità subliminale”. Inoltre, l’obbiettivo è di accrescere la notorietà del brand oltre che dei prodotti, e dell’impresa nel suo complesso (awarness), cercando e creando il consenso dei pubblici di riferimento. In base al tipo di mezzo o di strumento utilizzato, in relazione all’area comunicativa di interesse, può essere utilizzato per promuovere un prodotto, aumentare la notorietà di un brand, o migliorare l’immagine corporale nei confronti della società. Le ricerche motivazionali, così definite, non vanno comunque confuse con il ben più articolato e soprattutto operativo insieme delle ricerche qualitative, che hanno invece lo scopo molto concreto di comprendere come si svolge il processo d’acquisto e di quali fasi e soggetti si componga, oppure di indagare sulla comprensibilità, il ricordo, la decodifica dei messaggi pubblicitari. È il marketing a decidere le politiche di comunicazione, al mercato spetta il compito di coordinamento a livello di comunicazione d’impresa. Queste attività, nel caso di comunicazione di marketing, si propongono innanzitutto di informare, coinvolgere, influenzare il consumatore, convincendolo all’acquisto del prodotto o del servizio offerto (offerta). Di solito queste iniziative di comunicazione hanno l’obbiettivo di infondere un’immagine positiva dell’impresa e dei suoi prodotti nella percezione dei pubblici esterni. Corso post diploma in Marketing e Comunicazione d'Impresa. Questa è una tabella riassuntiva, e pecca per sua natura nella valutazione di strumenti più complessi ed estesi. È infatti altamente probabile che le motivazioni d’acquisto non siano univoche per ogni potenziale acquirente di un certo prodotto, o viceversa che la non accettazione derivi più da una serie di motivi che da uno soltanto riconducibile comunque e sempre a qualche sorta di istinto profondo. Al formarsi di una immagine distorta di ciò che la pubblicità è in grado di fare hanno contribuito, purtroppo e non poco, anche molti addetti ai lavori che di volta in volta hanno presentato teorie o applicazioni definibili per lo meno come bizzarre, frequentemente con una patina di presunta scientificità o appoggiandosi a filoni in quel momento di moda. Tali luoghi comuni possono essere così riassunti: Non c’è nessuna evidenza empirica che dimostri come questi luoghi comuni, sebbene radicati nell’opinione di molti, abbiano una loro validità nei fatti. L’efficacia della comunicazione è correlato alla preesistenza di un atteggiamento coerente con i contenuti della comunicazione. Laboratori pratici. Ma c’è un altro elemento che va considerato ai fini di una corretta impostazione del proprio programma pubblicitario e in generale della comunicazione per la propria impresa. Sulla capacità della pubblicità di indurre i consumi basterebbe confrontare l’andamento degli ultimi vent’anni di investimenti pubblicitari con l’andamento dei principali indicatori economici per rendersi conto che la pubblicità ha seguito e non anticipato le varie fasi del ciclo. Esistono vari modelli che descrivono gli “stadi” attraverso cui un possibile acquirente passa dallo stato di non conoscenza del prodotto fino al suo acquisto. Da qui l’implicazione, per la pubblicità, di dover mantenere una costante “pressione” di stimoli nei confronti del consumatore, mediante la riproposizione iterata dei messaggi pubblicitari, per condizionare le risposte e mantenere un elevato livello di rinforzo a favore di un certo prodotto. Poiché lo scopo della pubblicità è di persuadere il destinatario a compiere una determinata azione, il primo passo consiste dunque nel comprendere molto bene com’è composto il pubblico dei destinatari, vale a dire in primo luogo quali sono le sue attese e i suoi bisogni, e inoltre i suoi connotati, per poter meglio “modulare” tutta la comunicazione ad esso destinata. Lo stimolo è più debole, e proviene dall’ambiente esterno. Nei connotati del nostro pubblico comprendiamo: È evidente che tutte queste informazioni sul pubblico dei destinatari permettono di “tarare” meglio sia i contenuti e il linguaggio sia la scelta dei mezzi più adatti per raggiungere i destinatari stessi, e inoltre consentono di comprendere meglio ciò che il pubblico è maggiormente predisposto a sentirsi dire. Un progetto di comunicazione efficace richiede una pianificazione che prevede l’utilizzo di un mix di strumenti, tra loro complementari e capaci di un lavoro sinergico, con l’obiettivo ultimo di ottenere i migliori risultati. La maggior parte delle volte le campagne (stampa o tv locali che siano) che hanno questa origine sostanzialmente emotiva sono destinate ad un completo insuccesso. Giovani o anziani? Se il messaggio è in linea con le predisposizioni dell’individuo esso viene maggiormente percepito, compreso, interiorizzato, in altri termini viene rafforzato. Questo ha comportato uno spostamento degli investimenti dalle forme di pubblicità classica (above the line: sopra la linea) a forme di pubblicità belowe-the-line, come ad esempio: promozioni, pubbliche relazioni, Direct marketing, promozione punto vendita. Per far ciò, investiamo molto nella formazione rivolta all’ottimizzazione di tutti i processi produttivi che compongono l’impresa. Queste circostanze pongono seri dubbi su qualsiasi possibile applicazione nel settore del marketing”. Se infine la maggior parte degli acquirenti ha esaurito il periodo “di prova” occorre invece sviluppare la comunicazione con azioni di sostegno al ricordo, rafforzare cioè l’abitudine al prodotto o marca, per contribuire alla fedeltà in termini di acquisto e utilizzo. Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni; Management e Comunicazione d'Impresa; Pubblicità, Comunicazione digitale e Creatività d'Impresa; Master; Scuole di dottorato; Corsi di perfezionamento; Organizzazione didattica Case history aziendali. Studiart, da oltre 40 anni è un'agenzia di comunicazione e marketing a Piacenza che si propone come partner d'impresa a 360°. La pubblicità è una delle componenti più importanti della comunicazione di cui l’azienda può disporre per lo sviluppo e il supporto alle proprie strategie di marketing. Negli ultimi anni, la composizione del “Communication Mix” ha subito un’evoluzione qualitativa, ricorrendo sempre maggiormente a strumenti e mezzi delle nuove tecnologie del Digital Marketing nelle sue varie applicazioni. La prima edizione del Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa risale al 1989 quando in Italia si parlava ancora poco di Master e, ancor meno, di Master in Comunicazione.. L’esigenza di dare vita a questo Master nasce da una ricerca realizzata dalla Fondazione Agnelli nel 1987 sul fabbisogno di nuove professioni tra le piccole-medie imprese del nord Italia. Endorsement Assorel-Ferpi per la qualità dell'offerta formativa. Sociolinguistica per la comunicazione d’impresa La pubblicità ha dunque il compito di enfatizzare tali istinti, cercando di associarli al prodotto proposto, e richiamandoli anche in modo non esplicito. In altri termini, se è vero che resistenze, paure o gratificazioni possono essere associate al consumo di certi prodotti, è anche vero che per altri soggetti potremmo scoprire che sono altre le paure, le resistenze o i motivi di soddisfazione. Ad esempio, se ho sete (impulso) e vedo in televisione la pubblicità di una birra (stimolo), potrei alzarmi, andare al frigorifero e aprire una lattina (risposta). 2016/2017. Analoghe sono comunque le conseguenze verso il consumatore, considerato come soggetto passivo, destinatario di sollecitazioni all’acquisto che non è in grado di riconoscere consapevolmente e che non può “filtrare”. Il principio di questa teoria si basa sui quattro concetti fondamentali di impulso, stimolo, risposta e rinforzo. A differenza della teoria precedente tutte le varie interpretazioni e applicazioni della psicoanalisi in pubblicità pongono l’essere umano al centro del modello, ma lo fanno per metterne più in evidenza le speranze, i sogni e le paure che le sue capacità cognitive, culturali, sociali. Non sono mancati inoltre più o meno illustri teorici che hanno affermato, a vario titolo, il potere taumaturgico della pubblicità, sia sul versante di chi ne faceva un’apologia per affermarne la validità sul piano del business, sia viceversa da parte di chi invece ne ha messo in rilievo gli aspetti negativi in termini di influenza sui comportamenti sociali. Master di I livello Comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva. La Laurea Magistrale Compass in Comunicazione Pubblica e d'Impresa (classe LM59 in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità) è un corso di II livello che fino al 2015-16 è stato ad accesso libero ma con verifica obbligatoria dell'adeguata preparazione personale. Si devono quindi definire i canali generici e poi i canali specifici da utilizzare per veicolare la comunicazione e i messaggi. Ciò che si può affermare è che la pubblicità faccia leva, in effetti, sui bisogni (primari o evoluti) dell’individuo, ma far leva sugli esistenti non significa crearne di nuovi. Nelle sue forme più raffinate consiste nell’inserire immagini o simboli che si riferiscono a qualcuno degli istinti primari all’interno di altri immagini, apparentemente “neutre”. Tali immagini nascoste non sono percepibili se non appunto a livello di subconscio, ma in realtà comunicherebbero al destinatario una precisa associazione tra l’immagine “neutra” e il significato di quella “nascosta”, facendo prevalere il richiamo di quest’ultima. Si tratta dell’aspetto relativo a qual è il livello di consapevolezza e di interesse dei destinatari della nostra comunicazione nei confronti della proposta che stiamo a loro rivolgendo. Ad esempio, se i potenziali clienti non sono consapevoli dell’esistenza del prodotto o della marca, sarà indispensabile puntare in comunicazione più sulla notorietà, con messaggi brevi ma che concentrino l’attenzione sul nome, mentre se la consapevolezza è già ad un buon livello occorre sviluppare messaggi che dimostrino la superiorità e il valore del prodotto e della marca. Sulla presunta efficacia di questa modalità di comunicazione pubblicitaria le perplessità sono giustamente rilevanti. Sul fatto che la pubblicità crei nuovi bisogni il dibattito, che dura da qualche decennio, non è mai arrivato ad un punto fermo ed incontrovertibile. Se il prodotto fosse una persona, il Marketing modellerebbe quello che “è”, mentre la Comunicazione … Proseguendo nell’esempio potrei, invece di bere una lattina di birra, scegliere l’aranciata, o il caffè, o l’acqua ….. Ecco che allora, nel modello stimolo-risposta, si introduce il rinforzo, vale a dire quell’effetto che si ottiene se una particolare risposta ottenuta in passato, a seguito di un impulso e di uno stimolo, è stata particolarmente gratificante ed è quindi stata in grado di ridurre e soddisfare l’impulso. Ad esempio, se ad un individuo chiediamo perché ha acquistato una costosa auto sportiva, ci dirà che l’ha fatto per le prestazioni o il design, ma se approfondiamo con opportune tecniche ci renderemo conto che l’ha fatto per impressionare i propri amici o per sentirsi più giovane. Torneremo in seguito su questo concetto, e sulle implicazioni pratiche che ciò comporta in termini di ruolo e missione della pubblicità per l’impresa. Per meglio conoscere e comprendere tali connotati lo strumento a disposizione sono le ricerche, in un’ampia varietà di tecniche e metodologie. La pubblicità è una delle componenti più importanti della comunicazione di cui l’azienda può disporre per lo sviluppo e il supporto alle proprie strategie di marketing. Il Marketing sovrintende alle comunicazioni, alla pubblicità, alle pubbliche relazioni e alla promozione. La marketing communication (comunicazione di marketing) propone una gestione unitaria delle attività di comunicazione di marketing e si traduce nell’adozione di un piano di comunicazione integrata di marketing (Integrated Marketing Communication) che permette di comunicare un messaggio che sia coerente ai vari pubblici obiettivo (target, o meglio “Buyer Personas“). Stimolo-risposta e psicoanalisi applicate alla pubblicità sono dunque modi di intendere le scelte del possibile consumatore per lo meno discutibili, ma sulla base di queste teorie si sono formati nel tempo i luoghi comuni sul presunto funzionamento della pubblicità di cui abbiamo parlato all’inizio. e Raggiungilo! La Comunicazione d’impresa, o pubblica, ha obbiettivi commerciali, organizzativi o istituzionali, ed  è rivolta in modo strutturato, attraverso strumenti e modalità dirette e non, ai vari destinatari (pubblici) interni ed esterni dell’impresa. Le competenze comunicative si evolvono sia nelle imprese che nelle agenzie specializzate. I mezzi di comunicazione utilizzati dall’impresa quindi, vengono spesso combinati in combinazione tra loro, andando a costruire dei veri e propri sistemi. Da qui l’affermazione di una serie di stereotipi ever-green nella comunicazione pubblicitaria, utilizzati con innumerevoli varianti ma sempre riconducibili a pochi semplici elementi corrispondenti agli istinti di base: il sesso, il potere, il denaro, i cuccioli (umani o animali non importa, evocano comunque la tenerezza e il desiderio di immortalità), l’eterna giovinezza. Viceversa se i contenuti non sono allineati con i preesistenti atteggiamenti del destinatario scattano una serie di meccanismi di difesa che possono portare fino al rifiuto totale del messaggio stesso. Programmi degli insegnamenti A.A. 2019-2020 - I anno Questo insegnamento fa parte del piano di studi del corso di Informazione, Media, Pubblicità (L-20). A seconda della prospettiva di osservazione, la comunicazione d’impresa può essere suddivisa, a seconda della tipologia di pubblico cui si rivolge, in: Quando la comunicazione è rivolta ai pubblici interni, l’attività ha lo scopo di informare, coinvolgere e motivare i dipendenti, gli azionisti, la forza vendita. Ma nella realtà può anche capitare che un acquisto venga effettuato quasi casualmente, senza dargli troppa importanza (in un negozio acquisto qualcosa perché vicino al prodotto che cercavo, o perché in offerta), e solo successivamente se ne scopre l’effettivo valore e se ne rimane soddisfatti. Con il marketing prendi la mira, con la pubblicità spari. Carter&Bennett, professionisti per la comunicazione d'impresa.. Carter&Bennett è un gruppo di professionisti specializzati in marketing, comunicazione e pubblicità.Grazie all'esperienza pluriennale in questo settore, acquisita attraverso consulenze e progetti per aziende private e pubbliche del nord Italia, Carter&Bennett si è specializzata nei seguenti ambiti operativi: Ciò nonostante conoscere la “fase” in cui si trova il pubblico dei destinatari della propria comunicazione è molto utile per adattare nel modo più efficace sia il messaggio che i mezzi. La comunicazione d’impresa: il complesso rapporto tra etica e pubblicità e tra comunicazione riservata e manipolazione - Diritto.it In altri termini, se in passato ho gradito la birra, e in particolare quella marca, si sedimenta un rinforzo dell’esperienza positiva, che tende quindi a diventare un’abitudine al consumo di quel determinato prodotto. Questi tre modelli differiscono tra loro sostanzialmente per le definizioni che danno delle varie fasi, ma tutti prevedono che il cliente passi attraverso tre livelli: il primo conoscitivo (attenzione, consapevolezza, conoscenza), il secondo affettivo (interesse, desiderio, valutazione, gradimento, preferenza), l’ultimo dell’azione (azione, convinzione, acquisto, prova, adozione). Questo insegnamento è tenuto da Emanuela Conti durante l'A.A. Digital Marketing; Marketing e Organizzazione d'Impresa; Scienze della Comunicazione; Lauree magistrali. COPYRIGHT 2018 Studio Margò    |   P.iva 04536710231    |   Tutti i diritti sono riservati   |, Classificazione della comunicazione d’impresa, Stumenti e mezzi della comunicazione d’impresa, Pianificazione della comunicazione d’impresa, Impresa e comunicazione – 2008 – Apogeo srl, Seo-marketing e Blog: come vendere nell’era googologica, Leading Generation: cos’è e perché è importante, Zaia: Piano di rilancio del territorio veneto. Quali sono le migliori università italiane dove studiare Comunicazione e Marketing? Il Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica e d'Impresa, tramite il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, ha stretto accordi di scambio con l'Università australiana "University of South Australia" (Adelaide) e l'Università statunitense "George Mason University" (Virginia). Generalizzare quindi un modello di motivazione in grado di spiegare i comportamenti che sia valido per tutti i potenziali acquirenti di un determinato prodotto è quindi fuorviante, e rischia di far seguire alla pubblicità una strada poco proficua. I laureati magistrali in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni possiedono abilità e competenze manageriali, organizzative e gestionali che consentono di esercitare funzioni di elevata responsabilità nell’ambito del management comunicativo e creativo all’interno di imprese, enti e agenzie pubblicitarie. La critica maggiore all’efficacia della pubblicità basata sulle teorie psicanalitiche è proprio l’applicabilità di quanto rilevabile in termini di motivazione non al singolo individuo, ma all’insieme dei destinatari della comunicazione. Pubblicità, Marketing e Relazioni Pubbliche Principale obiettivo dell’indirizzo in Pubblicità, Marketing Internazionale e Relazioni Pubbliche del corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica è preparare professionisti in grado di operare nella gestione aziendale, in particolar modo all’interno dei processi di comunicazione d’impresa. Se poi indaghiamo ancora più in profondità scopriremo, sempre secondo questo approccio, che la motivazione di fondo è il desiderio di gratificazione dei propri istinti sessuali frustrati. La possibilità di contattare molte persone in contemporanea, utilizzando appunto i mezzi di comunicazione di massa, ha favorito la crescita esponenziale del fenomeno pubblicità, e anche il sorgere di una serie di teorie sul suo presunto funzionamento che l’hanno fatta apparire, a seconda dei punti di vista, come il toccasana per incrementare le vendite (“la pubblicità è l’anima del commercio” è uno dei luoghi comuni più banali e diffusi) o come il demonio da cui rifuggire perché in grado di corrompere e stravolgere l’anima di chi vi è esposto.